Ti è mai capitato di aprire un sito e trovarti davanti una pagina di avviso invece della home? Dal 22 settembre 2026, con Chrome 154, succede a chiunque visiti per la prima volta un indirizzo senza HTTPS. Se il sito della tua attività non ha ancora il lucchetto, il messaggio di sito non sicuro su Chrome è la prima cosa che vede un cliente nuovo.
Sito non sicuro su Chrome: cosa fa la versione 154
Fino a poco fa la scritta “Non sicuro” compariva piccola, accanto all’indirizzo. In tanti non ci facevano caso. Con la versione 154 Google ha attivato di serie l’opzione “Usa sempre connessioni sicure”: Chrome prova a caricare la versione protetta del sito e, se non esiste, chiede il permesso all’utente prima di proseguire. Lo riportano le note di rilascio di Chrome 154, che valgono per Windows, Mac, Linux, ChromeOS e anche per Android.
Google aveva annunciato la mossa quasi un anno fa sul suo blog dedicato alla sicurezza, spiegando un dettaglio che ti riguarda da vicino: l’avviso compare sui siti nuovi o visitati di rado, non su quelli che una persona apre tutti i giorni. Tradotto: tu, che il tuo sito lo apri spesso, potresti non vederlo mai. Chi ti scopre oggi su Google, invece, sì.
La novità riguarda i siti pubblici. Restano escluse le pagine raggiungibili solo dalla rete dell’ufficio, come il pannello di una stampante o un gestionale interno.
Perché un sito senza HTTPS ti fa perdere clienti
Facciamo un esempio. Un’officina di Gallarate ha un sito fatto qualche anno fa e mai aggiornato, ancora in HTTP. Un automobilista cerca un meccanico in zona, trova il sito e clicca. Invece di orari e numero di telefono gli appare un avviso che parla di connessione non protetta. Cosa fa? Quasi sempre torna indietro e prova il risultato successivo, cioè un tuo concorrente.
Non serve che qualcuno rubi dei dati perché il danno ci sia. Basta un dubbio nel momento sbagliato, proprio quando il cliente stava per sceglierti. E qui la maggior parte sbaglia: pensa che il problema non esista perché nessuno si è mai lamentato. Chi se ne va non ti avvisa.
Poi c’è la fiducia. Un sito che fa scattare l’avviso dà l’idea di un’attività trascurata, anche quando il lavoro in officina, in studio o in azienda è impeccabile. Per uno studio professionale o un’impresa B2B, che chiede ai clienti dati e richieste di preventivo, il segnale è ancora peggiore: i moduli di contatto sono proprio la parte che la connessione protetta deve tutelare.
Come mettere in sicurezza il sito della tua attività
La buona notizia è che di solito la soluzione è un certificato SSL installato e collegato come si deve. Molti hosting lo includono già nel pacchetto. Il lavoro vero sta nei dettagli, perché un passaggio fatto a metà crea altri guai: pagine doppie su Google, immagini che non si caricano, moduli che smettono di funzionare.
I controlli da fare, o da far fare a chi segue il tuo sito, sono questi:
- digita l’indirizzo con http:// davanti e verifica che passi da solo alla versione https;
- controlla che la connessione sia protetta anche su pagine interne, immagini e moduli;
- verifica la scadenza del certificato e che il rinnovo sia automatico;
- aggiorna l’indirizzo sul profilo Google Business Profile, sui social e in Search Console.
Se il sito è datato, spesso l’HTTPS è solo la punta dell’iceberg: tema mai aggiornato, plugin abbandonati, pagine lente da telefono. In quel caso conviene valutare un restyling del sito invece di mettere toppe. Se un sito vero non ce l’hai ancora, partire con un sito web vetrina già nato su HTTPS ti toglie il pensiero dal primo giorno.
Domande frequenti
Come capisco se il mio sito risulta non sicuro su Chrome?
Apri il sito in una finestra in incognito e guarda l’indirizzo. Se inizia con https e non compare la scritta “Non sicuro”, sei a posto. Se Chrome ti mostra un avviso prima di caricare la pagina, il sito usa ancora una connessione HTTP e va sistemato.
Il certificato SSL ha un costo?
Esistono certificati gratuiti e molti hosting li includono già. Il costo vero è il tempo per installarlo e impostare bene i reindirizzamenti da http a https, così da non perdere posizioni su Google e non rompere pagine, immagini o moduli di contatto.
L’avviso compare anche a chi usa lo smartphone?
Sì, se usa Chrome su Android: la novità vale anche lì, oltre che su computer. Le note di rilascio di Chrome 154 non elencano l’iPhone, ma ragionare per dispositivo non serve: un sito in HTTPS è a posto su qualunque browser.
Vuoi sapere se il tuo indirizzo fa scattare l’avviso di sito non sicuro su Chrome? Scrivici: lo controlliamo insieme e ti diciamo con calma cosa serve.
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