Ti sei mai chiesto a chi è intestato il dominio del tuo sito? Sembra una domanda da tecnici, ma la risposta decide se l’indirizzo che stampi su biglietti da visita, furgoni e vetrine è davvero tuo. E molti titolari lo scoprono solo quando c’è un problema: il vecchio fornitore che non risponde, un’agenzia che chiude, un sito che sparisce dall’oggi al domani.
Perché conta a chi è intestato il dominio
Il dominio è il nome del tuo sito. Per i domini .it le regole del Registro sono chiare: il nome è assegnato al Registrante, cioè a chi risulta come intestatario. Il fornitore che l’ha registrato per te (il Registrar) fa da intermediario e basta.
Qui la maggior parte sbaglia. Per comodità, anni fa, il dominio è stato registrato a nome dell’agenzia o del tecnico che ha fatto il sito. Finché va tutto bene nessuno se ne accorge.
Il guaio arriva quando vuoi cambiare. Vuoi fare un restyling del sito con un altro professionista, oppure spostare l’hosting perché il sito è lento. Se il dominio non è a nome tuo, ogni passaggio dipende dalla buona volontà di qualcun altro. E con il dominio ci sono anche le caselle email aziendali: se si blocca uno, rischi di restare senza l’altro.
Facciamo un esempio, inventato ma verosimile. Uno studio di commercialisti a Monza ha il sito da dieci anni, fatto da un collaboratore esterno che nel frattempo ha cambiato lavoro. Il dominio è intestato a lui. Lo studio vuole rinnovare il sito e scopre che senza la sua firma non può spostare niente. Settimane perse a rintracciarlo.
Come controllare a chi è intestato il dominio
Per un dominio .it bastano due minuti. Il Registro .it offre un servizio pubblico chiamato Whois: scrivi il nome del tuo dominio completo di “.it” (senza “www”) e ottieni la scheda con Registrante, Registrar e dati tecnici. Lo spiega il Registro stesso nelle sue domande frequenti sui domini .it.
Se il dominio è intestato a una persona fisica o a un libero professionista che non ha dato il consenso alla pubblicazione, il nome può risultare nascosto. In quel caso, o se hai un .com, un .eu o un’altra estensione, la strada più rapida è chiedere per iscritto al tuo fornitore attuale. Ecco cosa farti dire:
- chi risulta intestatario del dominio, con ragione sociale esatta;
- presso quale fornitore è registrato e quando scade;
- chi ha accesso al pannello di gestione e alle email;
- il codice AuthInfo (o codice di trasferimento), da conservare tu.
Quel codice è la chiave del dominio. Per i .it il Registro prevede che sia il Registrar a comunicarlo all’intestatario, e senza di lui non si fa nessuna modifica. Tienilo con le carte importanti dell’azienda.
Dominio a nome di altri: come riportarlo a te
Se scopri che il dominio non è intestato alla tua azienda, niente panico. Per i .it esiste una procedura apposita, il cambio del Registrante: il vecchio intestatario ti passa il codice AuthInfo e tu ti rivolgi a un Registrar, che esegue l’operazione. Si può fare anche insieme al cambio di fornitore. Trovi i passaggi sulla pagina ufficiale per modificare un dominio .it.
Il passaggio più delicato è parlare con chi ha il dominio. Di solito basta una richiesta chiara, per email così resta traccia. Se il fornitore non risponde o rifiuta di darti il codice, l’intestatario può rivolgersi direttamente al Registro.
Fai il controllo adesso, non quando hai fretta: il giorno del lancio del nuovo sito è il momento peggiore per scoprirlo. Quando ci affidi la realizzazione di siti web vetrina, il dominio viene intestato alla tua azienda fin dal primo giorno, e il codice resta a te.
Domande frequenti
Il dominio è mio se l’ho pagato io?
Non per forza. Conta chi risulta intestatario nel Whois, non chi ha pagato la fattura. Se l’agenzia l’ha registrato a proprio nome e poi te lo ha addebitato, risulta assegnato a lei. Conviene controllare e, se serve, chiedere il cambio del Registrante.
Cosa succede se il dominio scade senza che me ne accorga?
Il sito e le email legate al dominio smettono di funzionare finché non viene rinnovato, e se lasci passare troppo tempo rischi di perdere il nome. I tempi di recupero cambiano da un’estensione all’altra. Chiedi al fornitore la data di scadenza e attiva il rinnovo automatico.
Posso cambiare fornitore senza perdere il sito?
Sì, se organizzi bene il passaggio: prima si copia il sito sul nuovo hosting, poi si aggiorna il dominio. Con il codice AuthInfo in mano il trasferimento di un .it è una procedura ordinaria, gestita dal nuovo Registrar.
Sapere a chi è intestato il dominio ti evita brutte sorprese proprio quando vuoi crescere. Se stai pensando a un restyling del sito e vuoi partire con dominio ed email in ordine, scrivici dalla pagina contatti: facciamo il controllo insieme.
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